{"id":7236,"date":"2023-07-14T10:37:43","date_gmt":"2023-07-14T08:37:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.salentocongusto.com\/it\/?p=7236"},"modified":"2023-07-14T10:37:43","modified_gmt":"2023-07-14T08:37:43","slug":"la-coltivazione-del-tabacco-in-salento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salentocongusto.com\/it\/la-coltivazione-del-tabacco-in-salento.htm","title":{"rendered":"La coltivazione del tabacco in Salento"},"content":{"rendered":"<p><em>La coltivazione del tabacco nel tacco d&#8217;Italia ha origini piuttosto remote ed ha caratterizzato per lungo tempo la vita di tante famiglie <a href=\"https:\/\/www.salentocongusto.com\/it\/i-contadini-del-salento-una-storia-tutta-da-scoprire.htm\">e di tanti contadini del Salento<\/a>. Secondo le fonti, si coltivava il tabacco gi\u00e0 nel Settecento. Esistevano, ai tempi, due tipologie di tabacco: il <strong>Cattaro<\/strong> (coltivato a secco e irrigato) e il<strong> Brasile<\/strong> (irrigato costantemente). Entrambi si usavano come tabacco da fiuto (la maggior parte) e da fumo (per la produzione di Sigari), ed erano molto apprezzati dall&#8217;alta societ\u00e0 e dal clero del tempo. Ma conosciamo pi\u00f9 da vicino la storia del tabacco che tanto ha caratterizzato la vita dei contadini del Salento.\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Dovete sapere che i primissimi coltivatori di tabacco furono i<strong> frati mendicanti,<\/strong> ma furono i mercanti veneziani e gli spagnoli ad introdurlo in Terra d&#8217;Otranto. Quando i volumi prodotti divennero davvero ingenti, la coltivazione pass\u00f2 nelle mani del Regno d&#8217;Italia. Questo accadde all&#8217;inizio dell&#8217;Ottocento, quando il tabacco era ampiamente diffuso nell&#8217;Agro di Lecce, in qualche paesino gi\u00f9 verso capo di Leuca, ma anche verso Mesagne, Oria, Francavilla.<\/p>\n<p>Con l&#8217;avvento del<strong> monopolio governativo del tabacco<\/strong>, le cose cambiarono. <a href=\"https:\/\/www.salentocongusto.com\/it\/marchio\/icontadini\">I contadini<\/a> del Salento smisero di vedere il tabacco come fonte di guadagno: il vero guadagno andava ai proprietari terrieri e allo stato. E le ore di lavoro investite nella produzione del tabacco erano cos\u00ec tante da non ricevere un&#8217;adeguata ricompensa economica.<\/p>\n<h2>Il cattaro leccese e le altre variet\u00e0<\/h2>\n<p>Tra le variet\u00e0 di cattaro in Salento spiccava quello leccese. Era una pianta pi\u00f9 bassa delle altre. Aveva 22 foglie. E il mercato ne amava particolarmente la fragranza e l&#8217;aroma. Anche il cattaro riccio paesano era molto apprezzato: le sue foglie erano pi\u00f9 lunghe. Oltre a queste due tipologie, se ne aggiunsero ben presto altre, provenienti dall&#8217;America, ma anche dall&#8217;Erzegovina.<\/p>\n<p>La storia sarebbe ancora lunga e articolata. Ma per essere sintetici, giungiamo al Novecento. In questo periodo storico, erano poche le famiglie della provincia di Lecce ad avere le concessioni per la coltivazione e lavorazione del tabacco. <strong>Durante la Prima Guerra Mondiale<\/strong>, la lavorazione del tabacco fu affidata alle donne, le famose &#8220;tabacchine&#8221;, che venivano impiegate occasionalmente e senza troppe garanzie. Non a caso, non mancarono le agitazioni, per chiedere che l&#8217;importo del salario a cottimo fosse rivisto.<\/p>\n<h2>La vita delle tabacchine e dei contadini del Salento<\/h2>\n<p>Con l&#8217;andare del tempo, e anche come conseguenza della crisi dell&#8217;olivo e della vite di quel periodo, l&#8217;industria del tabacco continu\u00f2 ad espandersi. Da un lato era un vantaggio: soprattutto nei mesi estivi, la coltivazione del tabacco consentiva di arginare notevolmente il problema della disoccupazione. Dall&#8217;altro, le tabacchine continuavano a percepire una paga esigua, con la quale contribuivano minimamente al reddito familiare. E non solo: si lavorava quasi sempre in condizioni igienico sanitarie precarie. <strong>La vita in tabacchificio<\/strong> era pesante e la maestra (un supervisore donna) controllava che nessuno parlasse o perdesse tempo in alcun modo. La minaccia era sempre quella del licenziamento.\u00a0La direzione, ad ogni modo, licenziava sempre le tabacchine prima della scadenza del mese, in modo da non dover pagare loro l&#8217;indennit\u00e0 di licenziamento.\u00a0Con l&#8217;avvento del fascismo in generale la vita dei contadini del Salento miglior\u00f2, e questi miglioramenti interessarono anche le tabacchine.<\/p>\n<h2>Il settore comincia a dare segni di sofferenza<\/h2>\n<p><strong>Dal 1935 in poi,<\/strong> tuttavia, il settore cominci\u00f2 a dare <strong>segni di sofferenza<\/strong>. L&#8217;intero settore diede segno di decadimento per una vasta gamma di ragioni: l&#8217;introduzione di variet\u00e0 qualitativamente scarse, la scarsa capacit\u00e0 commerciale, la scelta di terreni inadatti, le condizioni meteo sfavorevoli, la scarsa preparazione sul fronte agricolo, il mancato uso di concimi e via dicendo. Senza contare che la vite e l&#8217;ulivo stavano guadagnando terreno.<\/p>\n<p>Verso la fine degli anni Trenta del Novecento si cominci\u00f2 a riorganizzare il lavoro: dai metodi di imballaggio alla lavorazione stessa delle foglie, si cambiarono metodi e talvolta si cominci\u00f2 anche ad introdurre un minimo di meccanizzazione. Queste scelte portarono ad una riduzione della manodopera e delle ore di lavoro necessarie, il che sfoci\u00f2 in una serie di <strong>rivolte operaie e di attivit\u00e0 sindacali.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Segu\u00ec una ripresa del settore, grazie anche ad una serie di provvedimenti emessi specificatamente a favore dei tabacchicoltori. Si giunse quindi agli anni Sessanta del Novecento, quando fece capolino la <strong>peronospora del tabacco,<\/strong> una malattia delle piante che danneggi\u00f2 gravemente il settore.<\/p>\n<p><strong>Nel 1970 cadde il regime di Monopolio<\/strong>: i tabacchicoltori furono liberati ma, di fatto, lasciati allo sbando. Fu, di fatto, il colpo di grazia al settore, che nel giro di breve tempo termin\u00f2 la sua storia. Ancora oggi a Lecce citt\u00e0 cos\u00ec come in provincia potete osservare alcuni edifici un tempo adibiti a tabacchifici. Alcuni gi\u00e0 riqualificati, altri in attesa di ritornare a nuova vita.<\/p>\n<h2>Il tabacco in Salento ha segnato fortemente la vita e la storia di tante famiglie di contadini del Salento<\/h2>\n<p><strong>La storia del tabacco in Salento<\/strong> \u00e8 dunque legata a doppio filo a quella dei contadini del Salento, che oltre a dedicarsi alla coltivazione della vite, dell&#8217;olivo e degli ortaggi, si dedicarono per quasi tre secoli a quella del tabacco. Provate a chiedere a qualche anziano della zona: non faticherete ad ottenere qualche racconto interessante relativo alla vita di quei tempi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Due parole per conoscere meglio la storia della coltivazione del tabacco in Salento: un settore che ha dato lavoro a tante generazioni di contadini del Salento cos\u00ec come a tante tabacchine. <\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":7245,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[373],"tags":[460,382,462,677],"class_list":["post-7236","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","tag-contadini","tag-salento","tag-storia","tag-tabacco"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salentocongusto.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7236","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salentocongusto.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salentocongusto.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salentocongusto.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salentocongusto.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7236"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/www.salentocongusto.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7236\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7247,"href":"https:\/\/www.salentocongusto.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7236\/revisions\/7247"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salentocongusto.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7245"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salentocongusto.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7236"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salentocongusto.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7236"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salentocongusto.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7236"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}