I contadini del Salento hanno a cuore la biodiversità: ecco come

I contadini del Salento hanno a cuore la biodiversità: ecco come

19 Maggio 2021 3 Di Ilenia
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Viviamo in un contesto storico dove il desiderio di tornare “alle origini” non è solamente una moda, ma è un’esigenza impellente dettata dalla constatazione che lo sfruttamento intensivo del nostro pianeta sta innescando meccanismi che non fanno bene all’ambiente, a noi e alle generazioni future. Tra fenomeni atmosferici estremi e nuove epidemie sempre in agguato, la ripartenza verso un mondo più “a misura d’uomo”, rispettoso del pianeta e di chi lo abita, può avvenire proprio da sotto casa. E i contadini del Salento ne sanno qualcosa. Scopriamo allora come valorizzare la biodiversità per far del bene a noi ad al mondo in cui viviamo. 

Non solo i contadini del Salento ma anche i genetisti ne sanno qualcosa. La “chiave” per guardare al futuro con ottimismo è proprio la biodiversità. Una biodiversità che in Salento viene promossa attraverso pratiche di agricoltura in primis organica, e poi, di conseguenza, anche rigenerativa. Sono queste le parole che sanno di futuro, che piacciono a chi lavora la terra così come al consumatore: agricoltura organica, rigenerativa, agro bio diversità. Ma davvero il ritorno alla biodiversità può essere il primo passo per risolvere i grandi problemi che affliggono il nostro pianeta? La risposta è sì e, come accennato, i contadini del Salento lo sanno molto bene. Ed hanno già cominciato ad organizzarsi di conseguenza. Non a caso, i prodotti salentini hanno sempre quel sapore “d’antan” che tanto ci piace. Sarà un caso? Naturalmente no. Perchè il legame tra biodiversità, salute, alimentazione e cambiamento climatico è più stretto di quanto si pensi. Un circolo vizioso che, se avviato nella direzione giusta, può davvero fare del bene a tutti.

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i contadini del Salento

Come i contadini del Salento “praticano” la biodiversità

I contadini hanno la responsabilità di tutelare e proteggere la biodiversità in tutto il mondo. In Salento, questa forte sensibilità è presente ed autentica più che mai. Ed ecco dunque che tornano alla ribalta concetti spesso dimenticati come rotazione delle colture, abbandono dei fertilizzanti, dei pesticidi e degli anticrittogamici di origine chimica, l’agricoltura biologica, rispettosa del terreno ma anche dei cicli naturali di madre natura, come il giorno e la notte, ma anche l’alternanza delle colture. Un modo di fare agricoltura che, se da un lato “coccola” e protegge l’ecosistema del territorio, riesce a restituire al consumatore un prodotto che sa di buono, capace di offrire un sapore indimenticato e quanto mai autentico.